Mottarone un anno dopo

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Mottarone un anno dopo

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Un anno fa, il 23 maggio, poco prima di mezzogiorno, una cabina della funivia Stresa Mottarone, si è staccata dal cavo trainante ed è precipitata lungo la scarpata.

Un solo sopravvissuto, Eitan, 6 anni, che in pochi istanti ha perso i genitori, il fratellino e i nonni.
Le tappe dell’inchiesta, che hanno portato alla luce quanto accaduto sono state estenuanti.
È stato appurato che la cabina aveva i freni di emergenza bloccati da un gancio chiamato “forchettone” che impedisce alle ganasce di chiudersi e che viene utilizzato solo in fase di controllo. Gli inquirenti hanno verificato anche un’assenza di controlli continui e approfonditi come vuole la legge.
La vicenda giudiziaria è lungi dall’essere ad un buon punto: ad oggi nCassazione ha annullato con rinvio a una nuova sezione del Tribunale del Riesame di Torino il provvedimento con cui, nell’ottobre del 2021, era stato accolto il ricorso della Procura di Verbania e disposti gli arresti domiciliari per Luigi Nerini ed Enrico Perocchio, due degli indagati per l’incidente.

Ma c’è una buona notizia: poche settimane fa, il ministro al turismo MassimoGaravaglia ha nominato un consulente per la ricostruzione della funivia: è Angelo Miglietta, prorettore dell’università Iulm di Milano e docente di economia delle imprese, che ha studiato impianti ad alta tecnologia, come lo skyway del Monte Bianco.Sarà lui a dirigere gli incontri tecnici per valutare i progetti migliori per la ricostruzione della funivia.
La prima riunione a porte chiuse si è già svolta a Stresa: ancora non è trapelato nulla, ma noi seguiremo lo sviluppo di questa storia che ha toccato profondamente tutta l’Italia.

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