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Questa settimana da Notizia Oggi Vercelli
Testamento biologico, il diritto di scegliere che pochi scelgono
Nel Vercellese il testamento biologico resta un diritto poco conosciuto. Eppure riguarda tutti, molto prima di quanto siamo disposti ad ammettere.Essere ultimi non è mai una bella notizia. Ma ci sono classifiche che fanno più rumore di altre.La provincia di Vercelli è l’ultima in Piemonte per numero di testamenti biologici depositati. Non parliamo di tasse, di raccolta differenziata o di turismo. Parliamo di una scelta personale, intima, delicata. Una scelta che riguarda il momento in cui, un giorno, potremmo non essere più in grado di parlare per noi stessi.E allora la domanda non è perché così poche persone abbiano firmato una DAT.La vera domanda è un’altra: quanti sanno davvero che esiste questa possibilità?Perché se il problema fosse una scelta consapevole, sarebbe rispettabilissima. Ma se invece fosse il frutto della disinformazione, allora la questione cambia completamente.I numeri raccontano una storia curiosa. Dal 2017, quando la legge è entrata in vigore, c’è stato entusiasmo. Poi quasi il silenzio. Come se il tema fosse sparito. E invece non è sparito affatto. Siamo noi che abbiamo smesso di parlarne.Nel frattempo ci sono comuni come San Germano dove il testamento biologico è diventato quasi una consuetudine. E altri dove le dichiarazioni sono ancora zero. Possibile che la sensibilità cambi così tanto nel giro di pochi chilometri? Oppure cambia semplicemente l’informazione che arriva ai cittadini?Il testamento biologico non obbliga nessuno a scegliere una strada. Non impone una visione etica. Non dice cosa sia giusto o sbagliato. Dice soltanto una cosa: se un giorno non potrai decidere, puoi farlo oggi.E forse è proprio questo che ci spaventa. Pensare al futuro. Pensare alla malattia. Pensare alla fragilità. Preferiamo rimandare. Sempre.Poi però arriva la vita. O, qualche volta, arriva la morte. E allora decidono gli altri.Per questo essere ultimi non dovrebbe diventare motivo di polemica politica. Dovrebbe diventare uno stimolo. Per informare di più. Per spiegare meglio. Per permettere a ciascuno di scegliere liberamente.Perché un diritto che nessuno conosce è un diritto che, di fatto, non esiste.

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