Acqua, il Tar riapre la partita: annullato l’affidamento a Bcv
Acqua, il Tar riapre la partita: annullato l’affidamento a Bcv
Acqua, il Tar riapre la partita: annullato l’affidamento a Bcv
Annullata la gestione a Bcv del servizio idrico per 172 Comuni tra Vercellese, Biellese e Casalese. Accolto il ricorso di Ireti: per i giudici non sono stati dimostrati i vantaggi dell’affidamento diretto. Ora la partita torna ai sindaci.
Tutto da rifare. Il Tar del Piemonte ha annullato il provvedimento con cui il commissario dell’Autorità d’ambito aveva affidato direttamente a Bcv, società in house, la gestione del servizio idrico integrato nelle province di Vercelli e Biella e nel Casalese. Una decisione che riguarda un territorio di 172 Comuni e circa 404 mila abitanti e che riapre una partita lunga e complessa, al centro da tempo di un confronto politico tra i territori. A presentare ricorso era stata Ireti, società del Gruppo Iren, esclusa dalla gestione dopo essere stata a lungo coinvolta nel sistema idrico vercellese. Il punto centrale della sentenza riguarda le motivazioni della scelta. Secondo il Tar, non sarebbero stati dimostrati in modo concreto i vantaggi dell’affidamento in house per i cittadini: dalle tariffe agli investimenti, fino alla qualità del servizio. Per i giudici non è sufficiente richiamare la volontà politica dei Comuni o una valutazione sulla sostenibilità finanziaria dell’operazione. I benefici della gestione pubblica devono essere dimostrati prima di procedere all’affidamento, non successivamente. Il Tar ha quindi accolto il ricorso di Ireti, respingendo invece la richiesta di risarcimento, e ha cancellato gli atti successivi all’affidamento a Bcv. Adesso la palla torna ai territori. L’Autorità potrebbe impugnare la sentenza davanti al Consiglio di Stato. In alternativa, saranno nuovamente i sindaci dei Comuni interessati a dover trovare una soluzione condivisa, raggiungendo una maggioranza qualificata del 75 per cento.
